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Attaccare il governo della crisi

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0. Il goffo tentativo dell’uscente governo Pd di presentarsi come baluardo democratico di fronte all’avanzata neofascista – nonostante l’estrema indulgenza e in alcuni casi la diretta connivenza con le organizzazioni della destra radicale – è stato spiazzato dalle intense settimane di mobilitazioni antifasciste nelle settimane a cavallo delle elezioni del 4 marzo. Le piazze e i cortei hanno cioè in buona misura scavalcato il tentativo di legittimazione politica con cui la dirigenza democratica pensava di riconquistare il consenso elettorale, spacciandosi come forza antifascista responsabile.

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Nuove bussole per una vecchia rotta

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Il dito e la luna. Troppo noto il proverbio, troppe le occasioni per rispolverarlo negli ambienti di “movimento”. Già, il termine dobbiamo necessariamente metterlo tra virgolette, perché ci riferiamo agli ambienti dei gruppi e dei singoli che rivendicano un’appartenenza a un generico movimento immaginario indipendentemente dall’esistenza o meno di movimenti reali. Peggio ancora, quando un movimento reale c’è, sempre più spesso capita che gli ambienti di “movimento” non lo comprendano, ne siano distanti, facciano da tappo o addirittura ne siano ideologicamente contrapposti.

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Bastonare il cane che affoga

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0. Il 18 brumaio preventivo di Matteo Renzi è fallito, seppellito da una valanga di No con biglietto di accompagnamento, lo stesso che ai primi exit poll è rimbalzato su tutti i social: #CIAONE. Il fatto che nella vicenda specifica né di tragedia né di farsa ma di avanspettacolo si debba parlare, nulla toglie alla portata del risultato. Come direbbe lui, le chiacchiere stanno a zero e il voto, per dimensioni e percentuale di votanti, è divenuto un combinato disposto da knock out.

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Il contrario di destra non è sinistra: è rottura

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0. “Lerner era scettico. C’era troppa ostilità tra gli ebrei e i polacchi, troppi battibecchi, sopraffazioni, furti e maldicenza. ‘Non staranno mai dalla stessa parte,’ insisteva ‘si odiano a morte!’. ‘L’odio va bene’ ribatté Pecora Rossa. ‘Tutto quello che bisogna fare è convogliarlo nella giusta direzione’”. Il romanzo è Acciaio contro acciaio di I.J. Singer, l’epoca completamente un’altra. Tanto da rendere del tutto inadeguati, perfino farseschi, i lineari parallelismi storici che vanno molto di moda negli ultimi anni.

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Immobilizzare il PD per poterlo meglio colpire

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di COMMONWARE

Il voto non è quasi mai espressione pura della composizione sociale, non lo era neanche in epoche in cui la rappresentanza sembrava riflettere le classi intese in senso sociologico. Il riformismo operaio si esprimeva nel voto al PCI, ma quanti operai votavano “bianco”? In fondo, di cosa votassero ci è sempre importato relativamente.